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Molte storie qui riportate. sono state prese da Siti in rete, al quale generalmente faccio un collegamento, se qualche interessato non avesse piacere dell'iniziativa, basta un E.mail di avviso, e sarà levata nel più breve tempo possibile,

“LE MIE TRE CAGNETTE UCCISE”
di Francesca Nicolazzo
Più che una persecuzione ad Isola Vicentina. Dopo un tentativo di avvelenamento, denunce, ed una condanna, sono riusciti ad uccidere i cani di una signora.

18 gennaio 2002 - Vivo sola ad Isola vicentina, nella casa che era della mia famiglia e che per questo amo, come parte della mia storia personale. Lavoro tutto il giorno in città e ritorno ad Isola solo la sera. Salvo la domenica dunque, buona parte del mio tempo la trascorro fuori casa.
Tanta assenza non è tuttavia sufficiente a certi miei vicini di casa, le cui vessazioni intollerabili - atti di ingiustificata barbarie - da anni sopporto. Una vera e propria piccola guerra da mentecatti è quella che hanno scatenato contro la mia persona: minacce, insulti, atti di vandalismo ai danni della mia proprietà, un tentativo di avvelenamento dei miei cani, chiacchiere diffamatorie, telefonate anonime nel cuore della notte, addirittura tentativi di aggressione fisica. Il livore che questi "signori" nutrono nei miei confronti li ha indotti finanche a cimentarsi in ridicoli riti stregonici contro di me. Mi sono infatti imbattuta in bamboline infilzate, biglietti maledicenti e sciocchezze simili. Fortunatamente non sono un soggetto superstizioso o impressionabile e dei loro "vodoo" mi sono disinteressata.
Da persona civile che confida ostinatamente nelle istituzioni e nella giustizia ho invece puntualmente denunciato alle autorità competenti i miei vicini per ogni loro comportamento rappresentante reato ai miei danni. Anni di vessazioni e di denunce rimaste ad attendere da qualche parte. Lascio valutare a chi sta leggendo quale sia stata e purtroppo continua ad essere la qualità della mia vita privata. Finalmente, dopo tanta attesa, circa quindici giorni fa viene pronunciata una sentenza che, a seguito di una delle mie querele, condanna in via definitiva uno di questi personaggi. Non mi viene tuttavia nemmeno concesso di tirare un sospiro di sollievo per l'attesa pronuncia perché sono immediatamente travolta dall'ennesima e questa volta davvero insostenibile crudeltà: nell'arco dei quindici giorni successivi vengo annientata dalla morte atroce per avvelenamento delle mie tre amate cagnette.
Avevo salvato dall'abbandono, dalla strada, dal freddo e dalla fame quelle tre creature, le avevo curate ed amate per anni. Ero riuscita, forse sbagliando, a renderle fiduciose rispetto all'uomo e l'uomo (ma può
considerarsi tale il criminale che ha compiuto un tale gesto?) me le ha uccise. Sono morte orribilmente, dissanguate da un'emorragia che nemmeno i migliori veterinari sono riusciti ad arrestare. Onestamente credo sia davvero troppo. Mi è difficile rendere il senso di una pena così profonda. Pare che questi signori siano riusciti nell'intento che già si erano proposti due anni fa, quando tentarono di avvelenarmi i cani con il topicida e furono anche per questo da me denunciati (ad oggi, purtroppo, senza esito). Si sono anche concessi il piacere di urlarmi da casa loro che "la prossima te si ti". Prendo atto. Nonostante mi senta piegata dal dolore che ben può immaginare anche chi, pur non amando particolarmente i cani,è comunque dotato di sensibilità e civiltà ho trovato la forza per sporgere nei loro confronti una nuova denuncia. Forse i vicini di casa non sanno che la legge è severa con gli avvelenatori di animali: in base all'articolo 146 delle leggi sanitarie rischiano la reclusione da sei mesi a tre anni ed una multa, oltre alle pene previste dalle norme sul maltrattamento e l'uccisione degli animali altrui.
Questa volta tuttavia non mi limiterò a denunciare. Debbo al ricordo degli occhi spaventati eppure pieni di amore delle mie cagnoline morenti una testimonianza di civiltà: segnalerò a tutte le associazioni protezioniste, oltre che all'opinione pubblica, lo strazio e la barbarie di quest'efferatezza perché chi l'ha commessa sappia che nessuno può comportarsi come un miserabile mascalzone senza sentirsi addosso gli occhi e la condanna di tutti coloro che stanno al mondo da persone per bene.

06 dicembre 2001

 Ho bisogno di Voi....( La Storia di LUCKY )

Sarà che è un periodo in cui ho l'impressione che nulla vada come dovrebbe andare, sarà che non ho superato, e forse non lo supererò mai, il dolore per la perdita del mio Lucky ma, adesso più che mai, sento il bisogno di parlare con persone che possano comprendermi.

Per 13 anni Lucky ed io abbiamo vissuto in simbiosi, condiviso momenti magici, a volte ho pensato che potesse essere il mio angelo custode, era sempre lì, pronto a scodinzolare e abbaiare quando mi vedeva felice, così come era pronto ad asciugare le mie lacrime quando ero triste. Ora lui non c'è più, se ne è andato in fretta, in una notte in cui tutto è successo troppo in fretta. Non è servito che lo stringessi a me più che potevo per fargli capire che non se ne poteva andare, che non se ne doveva andare. Cercavo di rianimare il suo corpicino peloso che diventava sempre più freddo senza riuscirci, guardavo i suoi occhi bellissimi, che tali rimanevano, anche se lo sguardo era come perso nel vuoto, eppure.. se Lucky avesse potuto mi avrebbe fissato dritto negli occhi come aveva sempre fatto ma... non poteva più, ci stavano separando e non potevo farci nulla. All'una di notte era tutto finito, giaceva su quel lettino metallico dello studio veterinario: La corsa in macchina, le speranze... tutto finito! Tornavo verso casa, percorrendo un'autostrada più buia del solito, lui era sdraiato sul sedile posteriore ma il suo musino curioso non guardava più fuori dal finestrino come faceva sempre! Quanti viaggi avevamo iniziato così : io che guidavo e lui che curiosava fuori, sfiorando di tanto intanto il mio viso... Adesso era ancora lì ma non si muoveva, attendeva il mio ultimo saluto prima della sua sepoltura o forse ormai ero solo io che attendevo questo gesto come l'ultima e l'unica cosa che potevo fare ancora per lui. A casa rimanevano i suoi giochini, la sua coperta (anche se dormiva sempre in letto con me), ma lui non c'era più!

Nessuno ha saputo spiegarmi cosa sia successo e dentro di me permane il rimorso di non aver capito in tempo quanto stava male, eppure per il mio Lucky avrei dato tutto. In meno di mezza giornata è andato via lasciandomi un vuoto incolmabile, una serie di giornate come sfocate e tanto dolore. Non c'è un solo giorno, a distanza di sei mesi, che non senta la mancanza del mio piccolo ometto giudizioso!

Adesso sta per arrivare il Natale ma che Natale è senza i suoi giochini sotto l'albero? Chi mi farà rivivere l'emozione della sua frenesia nello scartare quei piccoli doni? Non lo so, spero che da lassù lui possa aiutarmi a superare tutto questo e soprattutto spero che in cielo abbia trovato una nuova "mamma" che lo sappia amare come io l'ho amato, non dico di più perchè di più non si può, che lo faccia correre in quei prati che a lui piacevano tanto, magari con un ruscello vicino dove tuffarsi come faceva sempre.

Dopo la sua morte ho vagato fra casa e lavoro come anestetizzata. L'ufficio, la casa o una strada erano per me la stessa cosa, ovunque avvertivo quel senso di svuotamento e di angoscia, poi... non ce l'ho fatta più e, nonostante avessi giurato che non avrei mai più preso un cane per non soffrire nuovamente, sono andata a prendermi Leda.

Quando ha messo le sue zampine in casa mia per la prima volta aveva 24 giorni, adesso ha sette mesi. E' un Pastore Catalano, completamente diversa da Lucky (lui era un incrocio fra un Setter e un Pointer), è più pelosa, più dispettosa, ma ha riempito la mia vita in maniera incredibile. Fa un sacco di danni, mordicchia tutto, compreso le mie caviglie ma nello stesso tempo è dolcissima. Quando camminiamo per strada non tira come faceva Lucky, cammina al passo e ogni due secondi alza gli occhi verso di me poi, col muso, sfiora la mano con la quale tengo il guinzaglio per fami capire che c'è e che è felice di stare con me... in quel momento il cuore mi si riempe di tenerezza. Non prenderà mai il posto di Lucky ma occuperà nel mio cuore un posto altrettanto grande. Ho capito che la mia vita senza un cane non è completa e che ciò che desidero di più è poterlo accarezzare e condividere con lui il mio tempo libero. E' difficile trovare persone che provino un sentimento così profondo verso gli animali e così ho pensato di scrivere a tutti voi, a voi che potete capirmi che non vi indignate se non provo schifo nel ricevere un bacio dal mio cane, a voi che potete capire se mi piace andare a lavorare, al cinema, o leggere un libro, ma che provo un'immensa felicità nel prendere il mio cane e andare sui prati o sulla spiaggia con lui, a voi che potete capire quanto mi piaccia durante le ferie visitare una città d'arte ma anche quanto adori andarmene in montagna con il mio amico peloso e uno zaino in spalla. Insomma ho scritto a voi perché Leda ed io saremmo felicissime di avere qualche persona amica che provi le stesse nostre emozioni. A proposito... io ho 33 anni e Leda 7 mesi... se vi fa piacere potete scriverci a questo indirizzo e-mail:
Sabrinamerli@virgilio.it
non si sa mai che da similitudini caratteriali tanto belle non possano nascere anche delle bellissime amicizie!


Un salutone a tutti!
Leda e Sabrina

 

 

 

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